La cultura del mio cibo

Il cibo è cultura #buonopulitogiusto

Ogni giorno cucino. Cucino per la mia famiglia, per gli amici, per i colleghi: perché?
Per me cucinare è donare. Ogni giorno dono una piccola parte di me stessa agli altri.
Quando mi metto ai fornelli, a modo mio, sto compiendo un atto d’amore e questo gesto lo dedico ogni giorno in particolare ai miei figli.
Figli che  non sempre apprezzano gli sforzi che compio per nutrirli, parlo di sforzi perché anche se la cucina è la mia grande passione, è fatica ed impegno. Mi impegno ogni giorno non solo sfamarli, ma aiutarli a crescere in modo sano, pulito e giusto.

Quando si siedono a tavola e a metà cena ammiccano fra di loro per accordarsi sull’applauso da regalarmi e per elevare il pollice all’insù a conferma della loro approvazione, mi rendo conto che lo sforzo fatto è stato ripagato.

Insegno ai miei figli ad assaggiare cibi nuovi e a sperimentare nuovi sapori per permetterli crescere in modo sano e salutare non solo da un punto di vista nutrizionale, ma anche culturale. Aiutarli ad affermare la loro cultura e la loro personalità anche attraverso le scelte consapevoli in campo alimentare mi illude, come madre, di averli fornito uno strumento in più per essere un giorno più liberi e più consapevoli.

Il cibo è cultura, è affermazione della propria diversità.L’alimentazione è un linguaggio, si impara a mangiare come si impara a parlare e le prime esperienze alimentari ci segnano in maniera indelebile, ogni alimentazione è lo specchio di una cultura e ci distingue gli uni dagli altri.”

Rabbrividisco a ripensare all’articolo, che mi è stato di ispirazione per questa riflessione,  letto oggi sui quotidiani in merito alla lettera scritta dalla regione Lombardia alla vigilia dell’apertura dell’EXPO 2015.

Lo spot di McDonald’s “Expo è ormai alle porte e Regione Lombardia si augura che i giovani possano fruire al meglio di questo eccezionale evento”: comincia così la lettera inviata ai direttori delle istituzioni formative regionali inviata dall’assessore al Lavoro e all’istruzione, Valentina Aprea. Ma per invogliare le scuole a visitare la fiera a maggio c’è anche la super offerta: andate a mangiare da McDonald’s, pagherete la metà.
Non solo, perché il pensiero va anche “ai più piccini che tipicamente mangiano l’Happy meal”, ai quali “sarà offerto gratuitamente il gelato (o equivalente)”. Insomma, nella grande esposizione dedicata al cibo, alla diversità e alla sostenibilità dell’alimentazione, gli studenti vengono invitati da un’istituzione pubblica a rifocillarsi così: con l’Happy meal.
Alla fine del punto 2 dell’allegato dove si parla dello sconto, è scritto: “Responsabilità di Expo “. La convenzione con la multinazionale sarebbe stata firmata dalla società di via Rovello e solo dopo ricordata dal Pirellone ai direttori delle scuole. E i soldi ce li mettono gli americani. Del resto McDonald’s – insieme con la Coca-Cola – è un main sponsor dell’evento che si propone di spiegare al mondo la sana e corretta alimentazione. E avrà un ristorante da 300 posti per 400 metri quadrati più 200 di terrazza.
Sulla lettera alle scuole della Aprea interviene M5S con una mozione urgente. “È inammissibile che si offrano ai ragazzi sconti per hamburger, salse e patatine fritte”, dice Silvana Carcano. L’assessore risponde così: “La nostra intenzione è favorire una maggiore affluenza dei ragazzi a Expo. Infatti abbiamo scontato anche i biglietti”. Ma McDonald’s non cozza con la migliore alimentazione? “È l’unica società che ha risposto alla richiesta e non è obbligatorio andarci. E comunque il gelato fa bene…”
FONTE: http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/04/30/news/expo-113210235/