In cucina con Massimo Bottura

Il regalo più grande che tu possa fare a qualcuno è il tuo tempo. Perchè quando regali a qualcuno il tuo tempo, regali un pezzo della tua vita, che non ti tornerà mai più indietro…

Vivo a due passi da Piazza Greco a Milano dove è nato il Refettorio Ambrosiano dalle ceneri del vecchio e abbandonato teatro parrocchiale di San Martino in Greco.
Da quando nel quartiere si è diffusa la voce di questa opportunità, che è stata offerta alla nostra comunità, effettivamente non tutti l’hanno vissuta come tale.
Non nego che avendo dei figli che frequentano la scuola Sant’Anna e l’oratorio, strutture attigue al Refettorio, anch’io mi sono posta diverse domande e ho avuto diverse perplessità.

La vita è un continuo scorrere, ogni momento che vivo è spesso diverso da come me lo ero immaginato o programmato. Non mi sono mai vista come volontaria, ma il connubio volontariato/cucina ha risvegliato in me attese e interrogativi.
Proprio per questo non sono rimasta a guardare ed ho voluto, come San Tommaso, metterci il naso. Ho preso l’occasione al volo e mi sono candidata come volontaria per la cucina.

refettorio-ambrosiano-bottura-greco-caritas-volontariato-in-cuinaIeri è stato il mio primo giorno di volontariato in cucina presso il Refettorio.
Grande lavoro e grande fatica in cucina. Di lavoro ce n’è tra organizzare i rifiuti, sballare, sistemare e riorganizzare i pallet di prodotti secchi, mantenere pulita la cucina, ecc.
Ad ogni modo il mio percorso come volontaria in cucina al Refettorio non poteva iniziare meglio a fianco di Massimo Bottura, che da qualche giorno è stato nominato il secondo miglior chef al mondo.

Lo chef Bottura è l’ideatore insieme a Davide Rampello del progetto del Refettorio Ambrosiano promosso dalla Diocesi di Milano e dalla Caritas Ambrosiana. Il progetto mira a dotare la città di Expo di uno spazio solidale dove mettere in pratica i buoni propositi della manifestazione per raccogliere le eccellenze della cucina, dell’arte e del design, in un’azione di solidarietà ed educazione alla carità le cui parole d’ordine restano quelle di sempre di Caritas:

  • dignità della persona,
  • giustizia sociale,
  • promozione delle risorse individuali,
  • educazione e coinvolgimento della comunità in un’ottica di responsabilità e partecipazione attiva.

Essere volontario Caritas significa incontrare il mondo della grave emarginazione all’interno di un contesto che accolga e riconosca la persona al di là dei suoi bisogni e delle sue difficoltà.
La Caritas Ambrosiana individua nel Refettorio l’opera nella quale ad ogni volontario viene richiesta una presenza cristiana, nell’ottica della fraternità e dell’esercizio della carità.

E’ l’inizio di un percorso personale e di quartiere che sicuramente porterà del bene e arricchirà le nostre esperienze.
L’importante è che tutti noi ci adoperiamo affinché anche dopo EXPO, dopo che gli chef stellati non saranno più una presenza fissa, il Refettorio Ambrosiano non venga “abbandonato al suo destino”, ma continui ad essere esempio di presenza cristiana, nell’ottica della fraternità e dell’esercizio della carità.
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